
...una carezza...
*

...una carezza...
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Che sia giorno o sia notte non cambierà
Guarda lo strano viaggio della mente
Sogno d’amore per il corpo
Che mi ha portato fino qui
Ora che cerco tracce dei miei giorni
Nei movimenti quotidiani
Corro in avanti verso chi
Parla il segreto del cuore
A movimento del sole
Spesso t’aiuta a morire
Trasforma in urli le ore
Il desiderio che apre
Luci di vita interiore
Non sono Gilgamesh, e nemmeno Ulisse,
non dall’Oriente dove il tempo è la miniera di polvere,
ne dall’Occidente dove il tempo è ferro arrugginito,
ma dove vado e cosa farò se dicessi:
“la poesia è il mio paese e l’amore è il mio cammino”;
così risiedo viaggiando, scolpendo la mia geografia con lo scalpello dello smarrimento;
ed ecco la luce: non corre più nei passi dei bambini;
allora perché il Sole ripete il suo volto.
Non scenderai tu Pioggia per lavare questa volta l’utero della Terra?
La notte, lampi, i tessuti del tempo bruciano, la verità si vela, la Terra.
Sognami e dì: “Ovunque io vada vedrò una poesia abbracciarmi”.
Sognami, veramente, e dì allora: “In ogni poesia vedrò una dimora per me”.
Dietro l’eco di spazi siderali
Onde di mare, onde di vento
Vivono fuori e dentro me
Ora ne trovo tracce nei miei giorni
Nei movimenti quotidiani
Ogni giornata basta a se
Taci segreti del cuore
A movimenti del sole
Ciò che non vuole morire
Che non muore

Trasforma in urli le ore
Il desiderio che apre
Luci di vita interiore
* Radiodervish
'06 *
Quante parole
siamo noi
l'amore è lontano dalla voce nella testa che racconta
in una forma
che non ha
chi non sei
il riflesso è - anche
una distorsione
ma è così chiara
la luce
del tuo respiro
nuda
basta - un gesto con le mani
sciogli il trucco
e mi accarezzi
senza dover pensare
chi sei
basta un gesto
taci
le cose che non sai
sono quelle che non so dire
Il colore di quelle pietre
ai polsi
ha una scintilla
rotolata via
nella follia di non averti - e averti
Abbracciato - mai
abbastanza

Ho visto per sempre
in un istante
Ti ho visto dentro di me
Per sempre
Che l’io svelato di noi, vede ed è amore.
è una lezione silenziosa
Come un occhio, un battito di ciglia, che sa scavare e scavalcare la vita e dargli voce e senso estraendo da un involucro di cui conosce il luogo, la consistenza, la fragilità e la torbidezza, che tira da dentro la corazza dura e cieca, le pietre della memoria imbevuta,
come una spugna di mare, che ha ventricoli che il mio cuore non sa di avere guarda e riconosce le asperità ed i fossati , i crateri e le esplosioni ad ogni caduta, i tamburi nella notte ed i laghi avvolti della nebbia, sa quanto silenzio occorra per confondersi e non comprendersi ,lingua che tace ogni dolore e ne viene sepolta perché in ogni silenzio
ha riempito il silenzio con un canto .
Attraverso la tua mano ho visto ogni pezzo di mondo dove non ho camminato, ho visto la musica e l’ho cullata come si fa con il dolore, ho conosciuto vibrando il movimento delle cose che non tocchi ma invadi, i gesti inconsapevoli e salvi ,
la benedetta disgrazia, quando le ombre si confondono continuamente con la luce e le paure sono barchette di carta , pronte ad affondare gli slanci inseguendo i movimenti altri che il cuore fa quando s’inganna e ha paura.
Attraverso le tue mani ho piantato un giardino, innaffiando con una proboscide i girasoli, ho parlato con Neruda, un barbone e Chopin , ho ascoltato saigon alla radio dentro una cassa armonica, ho guardato dalla finestra di Baudelaire, ho scavalcato la muraglia con le ombre cucite ai piedi di peter pan ,
ho visto la riva e volavo
non avendo nel petto il mio respiro
lo schianto è Ritrarsi le mani, ed allungarle - da ciò che è parte di noi , non si può fuggire.
nel buio e nella luce di ogni cosa stanno come le mani
i tuoi occhi
e se sorridi è come ritornarti parole, soltanto
come pulci sul filo teso di un circo , inseguita da una scintilla
Ho milioni di Ricordi
e ho le braci su cui cammino ,
come se quella pazza indiana, fosse veggente
Odiarti Non posso
All’angolo
Ascolta ancora tre minuti

Di quella tigre
tua la voce
sento
tu dici
sentiamo
ci sono parole come
"acqua dentro acqua"
una il mare
l'altra segue il percorso
balbetta mentre
è
un' onda infilata
in un orecchio
il tempo non c'entra
sono dove sono
e nemmeno mille conchiglie
sono
la tua voce